08.03.2015 20. Incontro col Padrone – Sessione punitiva (parte seconda)

Visto che nel titolo c’è scritto “Sessione punitiva”, vorrei far capire cosa è accaduto per arrivare ad essere punita Padrone. In seguito nel post parlerò della sessione Padrone.

Siamo al 22 gennaio ed in skype ho commesso l’errore più grande del mio percorso con Lei, alla mia risposta ad una Sua domanda, non mi sono ben spiegata, a causa della mia superficialità nel rispondere Padrone.

Nel mio rispondere Le ho mancato di Rispetto ed ho dubitato della Sua modalità di agire Rispettosa della mia privacy e della mia salute Padrone.

Come si sol dire ho fatto un ERRORE MADORNALE, ed ad ogni errore equivale una punizione molto dura in base all’ errore commesso Padrone.

Dopo quel errore ho trascorso tre giorni in completo silenzio, dove giustamente non mi ha concesso alcun contatto con Lei Padrone, in seguito ho riavuto da parte Sua la concessione a poterLe scrivere su wa, ed avere delle comunicazione con Lei tramite skype ma senza avere l’Onore di poterVi vedere in videochiamata Padrone.

Tutto questo ha creato in me, una tristezza ed un senso di disperazione enorme, durante tutto questo periodo che è trascorso tra quel 22 gennaio e 8 marzo la mia vita è stata inutile, banale e senza senso Padrone.

Senza di Lei, tutto perde energia, perde senso Padrone.

Attraverso di Lei, delle Sue sapienti mani, il renderVi felice, io mi sento viva e vitale Padrone.

I giorni sono trascorsi nel profondo malessere che avvertivo, in quel senso di letargia che ha pervaso il mio corpo, perché non nutrito della Sua luce Padrone.

Finalmente dopo varie spostamenti dovuti a problemi di salute, siamo riusciti a stabilire la data del fatidico incontro per superare la sessione punitiva Padrone.

Lo stato d’animo con cui mi sono prestata ad arrivare all’ incontro, è stato molto diverso dalle altre volte, in quanto emotivamente molto provata dalle settimane trascorse con quel senso di abbandono che mi accompagnava, quello che dico sempre io, che il dolore fisico si può superare, il dolore emotivo fa fatica a scomparire Padrone.

Questo mi ha permesso di comprendere a fondo, quanto sia stata stupida, che assolutamente non mi devo permettere certe “libertà” con Lei Padrone.

La preparazione pre incontro avviene, attraverso una conversazione via skype dove Lei mi istruisce sul cosa portare con me, come vestirmi, acconciarmi ed in grandi linee su come sarà lo svolgimento della sessione Padrone.

Su alcuni punti Lei è stato molto esplicito e chiaro “ti avviso sin da subito non ci sarà consolazione alle lacrime, …, solo al termine della sessione, dopo aver eseguito tutte le punizioni, ti concederò un minimo di dolcezza, non prima,”, “un errore passi, due chiudo un occhio, il terzo non lo perdono” queste sono state le Sue parole che mi hanno profondamente colpito Padrone.

La sera precedente l’incontro ho controllato più volte la lista delle indicazioni, ho verificato minuziosamente il mio corpo che fosse sistemato come le Sue indicazioni, il pensiero che ha allietato la mia serata e poter immaginare quanto profondo ed intenso fosse il dolore e la capacità del mio corpo di sopportarlo Padrone.

Il pensiero fisso che mi ha accompagnato, la paura di deluderVi di nuovo e di conseguenza di perderVi Padrone.

La mia vita è profondamente vuota senza di Lei Padrone.

La notte prima dell’incontro grazie ad un rimedio naturale è trascorsa bene, nel senso che diversamente dal solito, ho dormito profondamente Padrone.

Mi sveglio mi preparo per uscire, tolgo come da Suo ordine il plug 5 che mi ha fatto mettere il venerdì precedente all’incontro e posiziono l’ovetto vibrante telecomandato spento nella patata e nel culo, gonna lunga nera, camicia bianca, senza intimo sotto, autoreggenti nere, rossetto rosso, occhi e contorno occhi scuro, capelli a coda di cavallo e giubbotto che mi arriva praticamente fino ai piedi Padrone.

Mi faccio accompagnare al luogo dell’incontro, il tempo che mi divide dal vederVi mi pervade un senso di agitazione, quello che ho temuto di più oltre al dolore nel periodo che non ci siamo visti, il vedere la Sua espressione mimica facciale ed i Suoi occhi nell’attimo in cui ci saremo incontrati in macchina Padrone.

Non so dirLe perché ma ho avuto molto timore di quel primo Suo sguardo, che è stato deciso, autoritario e che non lasciava trasparire emozione Padrone.

Il viaggio in macchina è stato riempito da un silenzio che era assordante, se di consueto parlavamo e di solito Vi guardavo spesso, durante questo viaggio, ho sempre evitato di guardarVi, osservavo la strada, le mie mani (evitando di muoverle per dimostrarLe quanto fossi agitata, cercavo di darmi un contegno), il pavimento, ma non osavo alzare lo sguardo per guardarVi Padrone.

Facciamo il giro al centro commerciale, sempre con questo alone di tensione misto a timore che avvertivo nelle mie viscere Padrone, io sempre un passo indietro a Lei Padrone.

Arriva il momento del pranzo insieme, sempre con quel senso di tensione che un pochino si affievolisce quando Lei mi dona un accenno di sorriso Padrone.

Pranziamo mantenendo un minimo di conversazione, mi ordina giustamente di non riempirmi troppo in previsione di ciò che mi aspetta, intanto che Lei va a pagare, mi ordina di andare in bagno, togliere i vestiti, infilarli nella borsa che mi ha ordinato di portare con me, ed uscire vestita solo del giubbotto che mi ha ordinato di indossare Padrone.

Dal ristorante all’auto mi fa camminare con indosso solo il soprabito e l’ovulo vibrante spento dentro nel mio corpo Padrone.

E’ una sensazione strana girare quasi nuda per un centro commerciale, a volte i problemi ce li poniamo solo noi, io non credo che qualcuno di quel centro commerciale sia reso conto che io fossi nuda sotto quel giubbotto, io mi sento un misto tra eccitazione e paura di essere scoperta Padrone.

Credo che l’ovulo vibrante fosse immerso nei miei umori Padrone.

Saliamo in macchina, prima Lei poi io, quando io penso che tra poco arriveremo al luogo dove si consumerà la severa punizione, prima svoltiamo in una strada che già conosciamo per aver fatto altri giochini all’aperto, si ferma in un punto della strada, che si trova di fianco ad un autostrada in prossimità di un casello, mi ordina di aprire il cassettino e Lei mi aiuta ad infilare la maschera da dobermann che mi ha fatto acquistare qualche settima prima in previsione dell’incontro Padrone.

Dopo aver indossato la maschera ed il collare posturale, mi ordina di scendere dall’auto, di togliere il soprabito, mi sottopone a qualche foto ed in seguito mi ordina di camminare fino al primo palo della luce che incontro Padrone.

Lungo la strada sto camminando tutta agitata, col cuore in gola, l’ansia mista ad eccitazione di essere vista, sento dietro di me il rumore dell’auto che avanzava, per un attimo ho pensato che mi avrebbe fatto un ulteriore “scherzetto” andando avanti con l’auto per farmi fare un pezzo maggiore di strada Padrone.

Col cuore in gola, mi siedo in macchina, Lei si ferma mi fa togliere la maschera, Lei mi afferra al collo, dice “è solo l’inizio” e mi fa notare che la prossima volta andrà molto peggio se mi permetterò di agire ancora in quel modo Padrone.

Senza fiato ed iperagitata Le ho risposto che ho compreso Padrone.

La macchina ci porta al motel, evasi i consueti atti burocratici, arriviamo in camera, dentro di me sale in maniera esponenziale l’ansia in quanto non so fino in fondo cosa mi aspetta, l’unica cosa di cui sono consapevole che farà molto male e non avrò la possibilità di commettere errori Padrone.

Toglie il materiale necessario per la sessione dal baule, mi ordinate di togliere il soprabito praticamente sono nuda, agganciate il guinzaglio al collare e mi trascina con Lei, dentro l’ascensore e la camera Padrone.

Mi fate appoggiare il necessario portato con me, mi guidate a 4 zampe fino al bagno, infilate nel culo il dildo a coda, risistemato il collare posturale e mi ordinate di attendere fino al Suo ordine Padrone.

Nella mia testa in quel frangente molti pensieri sono passati, ero un misto di agitazione, eccitazione ed anche paura Padrone.

Tornata in camera a 4 zampe, sul letto c’erano appoggiati tutti gli strumenti per la punizione che mi attendeva, mi fate arrivare fino alla porta dell’ascensore, mi applicate polsiere fissate al collare posturale e cavigliere, in quella posizione completamente dritta con le braccia alzate, maschera in viso, ball gag in bocca Lei ha iniziato a schiaffeggiarmi forte il viso, le tette, sul corpo e sul culo Padrone.

In quel momento mi sentivo frastornata, mi sentivo come se fossi un pungiball ed emotivamente cercavo di trattenere le lacrime che comunque sgorgavano dentro e fuori di me Padrone.

Mi sentivo talmente cosi stupida, mi chiedevo perché ho commesso quell’ errore solo per la mia incapacità di spiegare il mio pensiero e la mia fretta Padrone.

Nella seconda punizione mi avete fatto sistemare sdraiata a pancia in giù, sempre con le mani attaccate al collare posturale, gambe con barra rigida e cavigliere, cuscino sotto al viso, ball gag in bocca e maschera, mi sentivo già a disagio ed inerme per la posizione, avete schioccato i primi due colpi di cinghia al culo quando pensavo di farcela ho alzato di getto le gambe all’ unisono come la safe che mi ha indicato Padrone.

Le lacrime hanno sgorgato il viso, ripreso fiato, altri due colpi e safe sentivo un bruciore misto dolore al culo e lacrime scendevano copiose Padrone.

In seguito tocca al cane 1 colpo netto e deciso, bruciante e dolente, dopo uno stop altri due colpi netti e decisi ed il culo che lo sente bruciare all’ infinito, il mio corpo si muove tutto come una sorta di gondola basculante, i colpi decisamente ancora più incisivi sia sul corpo che sull’ anima sono stati quelli col filo elettrico un totale di 5 colpi assestati tra una safe e l’altra ed il corpo che cercava di contenere lacrime, dolore manifestandolo con dignità senza urlare ma piangendo e sbavando lacrime dalla ball gag Padrone.

Per concludere la punizione al culo sono stati assestati ulteriori colpi di cinghia che hanno aumentato il rossore, il senso di bruciore che avvertivo e hanno fatto scendere lacrime copiose Padrone.

Mi avete slegato da quella posizione e Lei mi ha concesso l’Onore di essere scopata in bocca da Lei ed un momento di riposo, mi sono coricata sul fianco in un attimo in posizione quasi fetale per lenire la sofferenza e il senso di mortificazione che ho avvertito ed avvertivo durante tutta la punizione al culo Padrone.

Mi ha spiazzato ma ho gradito infinitamente la concessione di essere scopata da Lei in bocca, di assaporare l’Onore del Suo cazzo, dei Suoi coglioni ed il Suo culo ed il momento di pausa che mi avete concesso Padrone.

Nella terza parte della punizione, mi fate alzare in piedi sempre mani allacciate al collo, cavigliere alle gambe, ed applicate ad entrambi i capezzoli le nuove pinze che avete acquistato, già mentre Le applicavate dentro di me avvertivo un importante dolore in quanto stringono notevolmente, avete applicato ad entrambi i manici delle pinze i due pesi che possedete Padrone.

In seguito mi avete fatto prima sbilanciare in avanti per permettere ai pesi di pendere ed ogni tanto Le dava dei piccoli colpi in modo che si muovessero e stringessero ancora di più ai seni Padrone.

Mi fate mettere in ginocchio, appoggiata al muro all’indietro e fate colare la cera sulle tette e sul corpo, scatenando dei brividi pazzeschi ed eccitando anche la fica ed ovviamente non mi è concesso assolutamente di godere Padrone.

Applicate le corde ben stretta alle tette dopo aver tolto le pinze che scatenano dolore mista ad eccitazione anche quando vengono tolte Padrone.

Mi ordinate di posizionarmi spalle al muro, in modo che le tette sia ben a disposizione, colpisce inizialmente con la cinghia un primo colpo ben deciso ed assestato ma già il dolore è intenso quindi come pattuito dalla safe alzo la gamba sx appoggiata al muro, resisto per altri colpi di cinghia che sono intensi ma resisto, arriva la volta del cane il più temuto, due colpi alla volta ma arriva la safe perché il dolore è veramente molto intenso e non voglio deluderVi, il filo è ancora maggiormente pericoloso rispetto al cane, resisto per diversi colpi poi arriva inerme la safe ed un bruciore intenso e vibrante alle tette che pervade tutto il mio corpo Padrone.

Ma la ciliegina sulla torta di una punizione alle tette, che è già stata molto intensa, sono stati i due colpi ben assestati dalle Sue possenti mani Padrone.

In seguito mi liberate dalla costrizione della corda, tutta tremolante e visibilmente provata dal dolore, mi riconcedete l’Onore di essere scopata in bocca, LeccarVi i coglioni ed il culo, ed in secondo momento avvicinarmi a Lei che si è sdraiato sul letto, vicino a Lei, sotto al Suo braccio mi sono sentita avvolta e protetta Padrone.

L’Onore più grande in assoluto è stato quando mi ha concesso di LeccarVelo, mi sono emozionata, ed in quel frangente ho avuto un pochino paura di sbagliare per quello ero cosi timorosa quasi imbarazzata al Suo cospetto Padrone.

-continua –

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