Gli abbracci

Ci sono tanti modi per dire mi piaci, ti voglio bene, sei importante per me, mi manchi.

Ci sono le parole, innanzi tutto. Parole sussurrate o gridate, parole poetiche o razionali, parole timide e stentate oppure roboanti, invadenti, esplicite o ermetiche, amate o odiate.

I regali. Inutili o funzionali, simbolici o necessari, attesi o inaspettati, graditi o inopportuni.

I messaggi. Criptici, interminabili, continui, noiosi e scontati, esasperanti e imploranti, simpatici o toccanti, profondi, emozionanti, con le faccine o le foto allegate.

Gli sguardi, gli inviti, i sorrisi, gli appuntamenti … tanti modi di essere, tanti stili per esprimersi, voli con la mente, i pensieri, le speranze.

E poi ci sono gli abbracci.

E anch’essi hanno un sacco di varianti.

Ci sono quelli formali, a triangolo, i corpi si avvicinano ma non si toccano, restano rigorosamente ancorati al loro spazio prossemico, i bacini soprattutto, come impietriti, il più lontani possibile l’uno dall’altro, sono di solito accompagnati da due scontatissimi baci sulle guance che neanche le toccano, le guance, tanto sono finti. Si scambiano nelle occasioni ufficiali e spesso, pur non graditi, si subiscono abbracci triangolotacitamente e anche per questo il loro effetto è terribilmente fastidioso.

Poi ci sono gli abbracci tra parenti. Quando ci si incontra ci si abbraccia che si voglia o no. E’ un must. Questi abbracci si esprimono in un movimento robotico e ben programmato che ci guida in uno schema così consolidato che nessuno si sognerebbe di inserirci qualche variazione. Il momento topico è inquinato da sorrisi e parole di circostanza, non sempre sincere, che escono dalla bocca senza la nostra partecipazione.

Ah … si! gli abbracci ai nostri bambini e nipotini sono spettacolari! Pieni di bacetti dappertutto, pernacchiette, pizzicotti, gongolamenti vari e carezze che esprimono il nostro amore e la nostra totale dedizione. Sono bellissimi perché sono veri e sinceri e lasciano addosso una tale allegria che proprio non ne possiamo fare a meno.

Gli abbracci tra amici, quelli veri, sono una sorta di rinnovamento, ogni volta che ci si incontra, del patto di amicizia che ci lega. In un abbraccio scorrono in un attimo, veloci e abbraccio amici 2potenti, tutti i nostri ricordi e le nostre esperienze condivise, le lacrime, le risate, i momenti difficili e quelli indimenticabili. Una sorta di suggello che sancisce la profondità, il valore e l’unicità del nostro rapporto. Ogni volta è così. Ogni abbraccio è così. Unico, indefinibile, caldo e irripetibile eppure ogni volta straordinariamente intenso.

E poi ci sono gli abbracci tra amanti. Tra chi si cerca, si sceglie, si vuole. Sono straordinari, appaganti, totalmente avvolgenti e infiniti. Staccarsi è difficile e sono così forti da Abbraccio amantitogliere il fiato. Così ipnotici da farci perdere il senso della misura, del tempo, del caldo e del freddo. Ci trasportano in un mondo dove non c’è spazio per nessun altro, dove la musica risuona dentro i nostri cuori anche se intorno c’è il deserto o il traffico più rumoroso. Ci fanno il dono della leggerezza, del sogno, dell’appagamento, dell’estasi e della soddisfazione così intensa e profonda da far vibrare all’unisono tutte le cellule del nostro corpo e di quello di chi abbracciamo.

Un abbraccio è per tutti. E’ gratis. E’ un dono bellissimo. E’ naturale eppure …

… mica tutti riescono a darlo o a riceverlo! Mica tutti sanno accoglierlo o regalarlo. Anche se sembra una cosa semplice e scontata, un abbraccio porta con sé la complessità del nostro essere e del nostro sentire, è l’espressione del nostro modo di comunicare, di esprimerci e di ascoltare.

Chi ha paura di se stesso ha paura anche dell’altro, ha paura di perdersi in un mondo che non conosce, che gli potrebbe togliere le sue certezze, la sua stabilità, i suoi equilibri. Ha paura di mostrarsi nelle sue fragilità e di fondersi con l’altro perchè negli abbracci veri non ci sono maschere, non ci sono limiti, non ci sono barriere. Negli abbracci, quelli forti e sinceri nulla può essere frainteso. Il messaggio passa da corpo a corpo, da pelle a pelle, da battito a battito, puro, possente e infinito.

Gli abbracci sono il modo più spontaneo, più arcaico, più diretto e più vero per comunicare amore e vicinanza, per dire sono qui, ti voglio, ho bisogno di sentirti, ho voglia di ascoltare il tuo cuore, il tuo respiro, di fondermi, anche per un solo attimo, ma in quell’attimo essere una cosa sola con te. Ed è proprio qui, che in qualche modo qualcuno si blocca, si ferma di fronte alla possibilità di perdersi, di lasciarsi andare e lasciar andare.

Abbracciarsi senza ritegno è una delle esperienze più vere, più profonde, più sincere e meravigliose che la vita ci permette di sperimentare. Un  abbraccio consola, riscalda, protegge, illumina, rinforza, guarisce. Se ci tieni a qualcuno non fargli mancare un abbraccio perché abbracciandolo gli dirai io ci sono, non aver paura, sono qui, sono con te.

Non privarti mai di un abbraccio e fanne dono ogni volta che puoi.

E se non ci sei abituato … allenati! Non potrà che piacerti!”

Copiato da http://www.lundici.it/2016/12/abbracciami/

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