Un articolo molto interessante su violenza e bdsm tutto da leggere :-)

Violenza e BDSM

Il frequente abbinamento del termine “violenza” con quello di “BDSM”. Esempi pratici di azioni violente e azioni BDSM. La netta distinzione. Criterio distintivo della violenza rispetto il BDSM.
Il concetto di “rapporto” qualifica in modo inequivocabile l’azione BDSM.
Importanza pratica e non teorica della necessità di non fare confusione di termini.

Il termine violenza viene spessissimo associato al BDSM.
E’ una associazione che non ha ragione di esistere. Però c’è.
Chi la alimenta sono spesso gli stessi appartenenti al nostro mondo SM. Persone certamente poco “acculturate”, oppure persone che non hanno riflettuto bene sul significato delle parole.
E’ noto che io sono un pignolo che quando dice vino intende vino e quando dice aceto intende aceto. Capisco … pignolerie assurde.
Certo, sempre dall’uva derivano (o dovrebbero derivare) ma sono 2 cose diverse. Almeno per me che sono pignolo.
Per comodità guardiamo quella grande vetrina che sono le inserzioni su questo sito. Danno, con la loro abbondanza numerica, una fotografia credibile del pensato dell’uomo (o donna) medio del mondo SM.
Scopriamo che in tantissime si parla di violenza per precisare che l’inserzionista non la gradisce. O comunque non gradisce la “violenza gratuita”. Come se invece quella che non è … gratuita fosse bene accetta!
Altre volte il termine violenza viene usato, sempre al nostro interno, per alludere alla dominazione fisica contrapponendola alla dominazione psicologica. Quella psicologica sarebbe dunque priva di violenza e quella fisica si baserebbe sulla violenza.
Modi di esprimersi molto rozzi, superficiali, fatti senza riflettere su cosa sia la violenza, quali siano le sue note peculiari e riflettere se quelle note caratteristiche sono presenti nell’azione BDSM.
La violenza è uno schiaffo dato con rabbia ad una persona nel corso di una lite.
Non sono violenza 1000 schiaffi dati sul culo all’interno di un gioco SM che si basa sul consenso e reciproca accettazione di quel modo di giocare.
La violenza è ciò che non è consensuale e il BDSM è per definizione consensuale.
E’ un grosso errore confondere aspetti quantitativi con aspetti qualitativi.
Mi spiego meglio e per farlo faccio un passo indietro di tantissimi anni. Vado ad una manifestazione eccellente che fu la Fiera dell’Erotismo di Bologna, anno 1993. Unica vera manifestazione dedicata all’Eros organizzata in Italia. A margine della fiera una serie di conferenze con nomi illustri. In una si parlò anche di sadomasochismo e il relatore spiegò che quando la violenza esercitata era di modesta entità si doveva parlare disadomaso mentre se era di forte entità si doveva parlare di pura violenza.
Secondo questa opinione dunque un confine sottilissimo e più che mai incerto fatto di non specificati aspetti quantitativi.
La verità è che la violenza e il sadomaso stanno agli antipodi e non sono due aspetti contigui separati da un più o meno labile confine. NO, sono uno al polo nord e uno all’equatore.
La violenza nasce da un non-rapporto. Esiste violenza di un individuo su un altro individuo tutte le volte che il primo, senza avere un rapporto con il secondo influenza quest’ultimo in un qualsiasi modo o meglio quando esercita un potere senza rapporto …. Il potere senza rapporto appare quindi il contenuto più caratteristico della situazione violenta. L’individuo che ha una potenzialità (potere), un modo di espandersi senza rapporto, esercita una violenza. Il rapporto è un primum per la conoscenza psicologica. La mancanza di un rapporto impedisce la conoscenza psicologica.
L’agire (ed il potere che ne deriva) al di fuori del rapporto psicologico costituisce la base della violenza. L’alienità che è la matrice della violenza è determinata dall’esaurirsi (o della carenza) di rapporto

(E. Spaltro, in “Gruppi e Cambiamento”, ed Etas Kompass)
Il non-rapporto di cui parla Spaltro è quello del serial killer con la sua vittima. Dello stupratore con la donna che tiene sotto di sé con la minaccia del coltello. Dell’annoiato ragazzo di provincia che butta giù dal cavalcavia un sasso che va a colpire una persona che lui nemmeno sa chi è né vede. Esempi tantissimi dove il comune denominatore è l’assenza di alcun rapporto (empatico, simpatico o di qualsivoglia genere) tra chi esercita l’azione e la sua vittima.
Questa azione si definisce violenza.
All’opposto l’azione BDSM che è compiuta da chi deve per forza entrare in rapporto con il partner, parlare, farsi capire, capire le esigenze dell’altro, avere infine il suo consenso e verificare che il consenso permanga nel corso dell’azione BDSM.   Operazione, quella della verifica del consenso, tutt’altro che facile per la presenza di suppliche e parole come “pietà”, “basta” , “non resisto” che possono significare una cosa o l’esatto opposto (si veda Safeword”). Insomma tutto un lungo iter che è tutto un rapporto, sicuramente anche molto intenso, una conoscenza psicologica.
Un rapporto di scambio di informazioni e di emozioni.
Io penso che chiunque di noi, soprattutto se praticante, possa solo che confermare che questo rapporto esiste ed è anche fondamentale.
Chi ha vissuto rapporti BDSM sa come questi rapporti abbiano portato a conoscere il partner in modo molto profondo, ad avere di lui una conoscenza psicologica che se il rapporto fosse stato di tipo vanilla, sarebbe stato meno profondo o il grado di conoscenza raggiunto, sarebbe stato raggiunto in tempi molto più lunghi.
Ecco perchè dico che parlare di violenza dentro il mondo SM è una assurdità. Il nostro mondo si basa per definizione su un rapporto e una conoscenza psicologica dai quali scaturisce la possibilità del consenso.
Non ho bisogno di alcun consenso e rapporto invece per stuprare o gettare sassi dal cavalcavia. O anche per dare uno schiaffo alla persona con cui sto litigando. Lo faccio e basta. Questa è la violenza.
Come dicevo all’inizio, spiace che anche al nostro interno si usi la parola violenza che non è necessaria, come non è necessario che sulla etichetta del vino sia scritto che non è aceto. Chi non si stupirebbe nel leggere una etichetta del genere?? Ed invece non ci stupiamo se nel parlare di BDSM si citi in continuazione la violenza.
E non solo nelle inserzioni!
Cito qui un passo tratto da un sito di un caro amico.
“ … Alcuni Dominati  (leggasi Dominanti. Nota della R.) sono soliti utilizzare la brutalità e la violenza come metodi correttivi o per il loro divertimento. Personalmente lo ritengo inutile … Chi usa la violenza mostra semplicemente di non essere capace di raggiungere lo stesso risultato (punire, umiliare o sottomettere) con la forza di volontà. Sono pertanto sintomi di debolezza che mal si confanno ad un ruolo di supremazia quale quello di Dominatrice/ore in un rapporto BDSM, oltre che avvicinarsi pericolosamente a sintomi di squilibrio e patologia comportamentale. Ovviamente qui mi sto riferendo ad atti di brutalità e violenza di una certa entità e metodicità e non certo a singole manifestazioni anche piuttosto forti o a piccoli gesti di basso profilo anche se frequenti nel corso di un rapporto articolato, atti che possono inserirsi appieno in un rapporto BDSM degno di tale nome. Esistono peraltro alcune tecniche, come lo spanking o la fustigazione, nelle quali eventuali desideri di violenza o di colpire anche in modo molto pesante la parte dominata trovano piena soddisfazione senza peraltro provocare danni fisici o lesioni gravi che con la soddisfazione sessuale, anche nel corso di un rapporto BDSM, credo nulla possano avere a che fare.”
Qui non solo si parla di violenza ben 4 volte in poche righe ma si ammette addirittura che dei Dominanti usino la violenza come metodo di gioco.
Pericolose e tremende improprietà di linguaggio.
Non ci dobbiamo poi stupire che all’esterno del nostro mondo BDSM si parli con frequenza di violenza riferita alle nostre azioni. Quante volte parlando con persone vanilla mi sono sentito dire che erano contrarie al gioco BDSM perchè non amavano la violenza.
“Non amo la violenza né farla né subirla”.
E come non essere d’accordo con una frase del genere?? Anch’io sono contrario alla violenza.
Ma pare che io non sia contrario al BDSM
Però vai a fargliela capire se siamo già noi stessi con le idee così confuse.
Questioni non da poco. Questioni tutt’altro che terminologiche.
Sono di sostanza terra terra perché la associazione del concetto di violenza al BDSM fa male al propagarsi del BDSM.
Cozza contro le ipotesi di sdoganamento del BDSM di cui tutti noi sovente parliamo e che ci sono care. Come non far presente che molti di noi lavorano su questo fronte.
Cozza contro la voglia che abbiamo più o meno tutti di non vederci appioppare etichette di persone dedite alla violenza, quindi eticamente da condannare.
Contrasta con la voglia che abbiamo più o meno tutti di coinvolgere nuove persone nel nostro mondo; operazione meno facile se dobbiamo appena metterci a demolire false idee che i nostri giochi abbiano a che fare con la violenza.
Per favore non parliamo di violenza. E se c’è per davvero prendiamo subito le distanze.
Ma per prendere le distanze dobbiamo prima sapere esattamente cos’è il BDSM e cos’è invece la violenza.

Buon divertimento. E se necessita … buona rilettura.

Tratto integralmente da :”http://www.gabbia.com/boudoir/13/05/2010/violenza-e-bdsm/”

23.03.2014 13. Incontro col Padrone (1. Parte)

Sono appena rientrata dal nostro incontro Padrone,

Ho ancora addosso i Vs segni che non andranno via tanto facilmente ma sono piena di Lei e delle emozioni che anche oggi mi ha regalato Padrone.

Mi mancavate immensamente, stamattina come del resto ieri sera ero molto emozionata ed agitata al pensiero del Ns incontro Padrone.

Grazie infinite per tutto ciò che mi avete donato anche oggi, per aver aggiunto un nuovo strumento di piacevole ed eccitante tortura, per avermi fatta la Sua cagnolina e per rinnovare ogni volta la fiducia in me Padrone.

MI spiace solo che il mio corpo a causa l’inattività momentanea, aveva riflessi meno pronti ed ero meno composta del solito ad affrontare i Suoi colpi Padrone.

Nei prossimi giorni avrete un resoconto della sessione lettori/trici.

Vi amo e adoro immensamente ogni giorno di più Padrone.

Sua Mezzaluna

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Com’è particolare la vita…

Com’è particolare la vita quando pensi di essere sola e di essere sbagliata, perchè per l’ennesima volta sei stata lasciata, scopri che non è cosi, che le persone notano quanto vali e la mia autenticità!!!

Grazie infinite a te per la serenità che mi stai donando non avrei mai pensato di trovare una persona come te!

Le premesse ci sono tutte, a breve avremo entrambi una risposta, dentro di me ovviamente confido in una positiva 🙂

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